Quanti ritratti, caro Umberto
Tullio Pericoli racconta Umberto Eco in una mostra
Sala Consiliare del Comune , Camogli, Genova
Con le opere di
Il Festival della Comunicazione rende omaggio al suo ispiratore con una mostra appositamente ideata per la manifestazione dall’artista Tullio Pericoli: “Quanti ritratti, caro Umberto”, realizzata grazie anche al contributo di Costa Crociere e Lottomatica. L’esposizione permette al pubblico di vedere – in molti casi, per la prima volta – disegni, schizzi, giochi (di entrambi) e lettere in cui, nel corso degli anni, Tullio Pericoli ha raffigurato Umberto Eco. In mostra, quasi un centinaio di ritratti, da quelli ufficiali, apparsi sulle copertine e sui giornali, a quelli fatti per gioco e per scherzo, nei momenti privati di un lungo rapporto di stima e affetto.
«La nostra amicizia ha quasi una data di nascita, che ho ritrovato in una lettera del 14 giugno 1977» ricorda Tullio Pericoli, cui Umberto Eco scriveva per chiedere l’originale di una vignetta apparsa nell’allora rubrica a fumetti del Corriere della Sera Tutti da Fulvia sabato sera. Dopo quella vignetta, che ritraeva il grande semiologo nel salotto colto di un’immaginaria padrona di casa chiamata Fulvia, l’artista ha riprodotto le sembianze di Eco moltissime altre volte. «La sua faccia era, per me, un esperimento continuo e lui lo sapeva, infatti quando si tagliava la barba mi chiedeva quasi scusa. Mi ricordo addirittura che in una sera di Capodanno gli ho rifatto la barba – se l’era tagliata – con un tappo di champagne carbonizzato, perché senza barba, non riuscivo neanche a guardarlo. Poi se l’è fatta ricrescere».