Levanto incontra
Sagrato della Chiesa di Sant'Andrea, Levanto
Piazza Sant'Andrea, Levanto
Tre incontri, tre voci, tre riflessioni indispensabili.
A Levanto, una nuova rassegna estiva, per accompagnare al caldo dell’estate, la freschezza delle idee i un alternarsi di momenti di riflessione su noi stessi e sul mondo, mescolando teoria e pratica, leggerezza e profondità.
La rassegna si apre con una domanda filosofica e estremamente quotidiana: come comportarsi davanti alla vecchiaia? Beppe Severgnini, nell’evento di apertura dell’11 luglio, sembra indicarci due strade. Si può invecchiare irrigidendosi e indurendosi, guardando alla giovinezza altrui con invidia e rancore, negando a sé, e agli altri, di essere approdati a una nuova fase, a una nuova età. Oppure, si può invecchiare con gentilezza, con eleganza, con pazienza, con un pizzico di paura, certo, ma con dignità, bellezza e, perché no, anche ironia. Beppe Severgnini ci indica qual è la strada che percorre lui, per imparare a indossare la propria età come un vestito, non sgualcito, né rattoppato, ma un vestito bellissimo, leggero, delicato.
E imparare a vivere bene con noi stessi, vuol dire portare bellezza e generosità nel mondo, in un mondo che, purtroppo, sempre più spesso ci appare spregiudicato e terribile. Un mondo che sembra essersi lasciato alle spalle la cooperazione internazionale, i mercati aperti, le catene produttive planetarie, e sembra essersi rimpicciolito e rinchiuso nei propri confini. Di questa nuova fase ce ne parla venerdì 17 luglio Federico Rampini, raccontandoci di come siamo entrati in un mondo in cui l’economia parla il linguaggio del conflitto e dove le nazioni fanno guerra con missili, dazi e sanzioni.
In uno scenario così sconfortante e drammatico, è facile abbandonarsi all’indecisione, all’anestesia, all’apatia. È facile ripiegare su se stessi, ma senza indagarsi veramente, senza andare a fondo per capire chi siamo davvero e come vogliamo comportarci con gli altri. È facile, forse è umano, ma non ci fa bene. Ma contro questa tendenza c’è un antidoto, e ce lo racconta Paolo Crepet nella serata finale di sabato 24 luglio. Il segreto è non aver paura di essere noi stessi, sapere che vale la pena vivere nel freddo e nel caldo, ma non nel tiepido, avere il coraggio di ridere forte, di pensare forte, di vivere forte. Di non abbandonare la nostra anima, ma di riprendercela.
