Copertina di Umberto Eco

Umberto Eco

Un amico, una mente straordinaria,
un innovatore, un gigante su cui siamo 
sollevati e grazie al quale guardiamo 
sempre più lontano.

Nella lunga collaborazione con Umberto Eco e nei piacevoli momenti condivisi durante la nostra amicizia, ho imparato a conoscere e apprezzare il suo lavoro di ricerca rigoroso, appassionato e divertito, la sua curiosità verso il nuovo e l’inedito; la sua generosa abilità comunicativa e la sua straordinaria lungimiranza. Eco era così, eclettico, all’avanguardia. Sull’innovazione e i media aveva già capito tutto e con largo anticipo.

— Danco Singer

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Fig. 1 – Umberto Eco a casa sua
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Fig. 2 – Umberto Eco ritratto da Leonardo Céndamo
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Fig. 3 – Umberto Eco alla prima edizione del Festival della Comunicazione
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Fig. 4 – Umberto Eco ritratto da Leonardo Céndamo
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Fig. 5 – Umberto Eco e Danco Singer al Festival della Comunicazione
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Fig. 6 – Umberto Eco con il Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon

Cultura, Intrecci, Gioco

La cultura non è qualcosa di granitico, destinato a pochi eletti, è un magma vivo di pensieri che travalica spazio e tempo, è un intreccio di discipline, un ribaltamento continuo di prospettive, è anche gioco. Il mondo che viviamo è un rincorrersi di segni, cui diamo sensi in continuazione; la cultura è fatta di vite vissute, di me, di te, di noi, e di chi verrà, è fatta della lingua e delle lingue con cui diamo forma al mondo. Come possono stare insieme Tommaso D'Aquino, Mike Bongiorno e James Bond? Basta prendere le cose sul serio.

Memoria e filtro

Memoria non è solo ricordare.

Eco questo lo ribadisce spesso, soprattutto nella sua lectio all'ONU del 2013 "Contro la perdita della memoria".
"Nel mio ultimo istante di vita" diceva "non ricorderò solo cosa è accaduto a me ma anche l'estinzione dei dinosauri, l'istante in cui Madame Curie ha scoperto il radio e il momento magico in cui Dante vide la rosa mistica. Tutti questi ricordi saranno parte della mia esistenza, perché come lettore avrò vissuto una vita molto più lunga [di quella che la biologia ci concede]".

Nessuna civiltà (intesa come idee scientifiche, miti, religioni, valori, abitudini quotidiane) può esistere senza una memoria collettiva, non avrebbe un'identità. E la memoria ha bisogno di filtro per funzionare. E' tramontata ormai la funzione dei gate keeper, la stessa scuola è minacciata dalla mole eccessiva di informazioni, e siamo tutti affetti da un'ipernutrizione semiotica. L'apparente libertà dell'utente coincide col suo smarrimento. Grazie all'avanzare di tecnologie sempre più sofisticate che offrono abbondanza di informazioni e opinioni, viviamo nella persuasione che non è più necessario ricercordare e così siamo diretti verso una perdita totale della memoria. In un mondo in cui si è tentati di dimenticare o ignorare troppo, la riconquista del nostro passato collettivo dovrebbe essere uno dei primi progetti per il nostro futuro.

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Media vecchi e nuovi

Libri, tv, web, social, AI... e poi cosa verrà?

L'avventura della comunicazione ci riserva molte sorprese. Stiamo vivendo in una fusione di hard e soft mai immaginata prima che porterà a cambiamenti sempre più grandi e sempre più veloci. Il concetto di comunicazione si complica, aprendo nuove biforcazioni e nuovi territori inesplorati. La nostra comunicazione si frammenta come si frammentano i suoi linguaggi, e le lingue accolgono nuove contaminazioni nuove espressioni di noi e del mondo che disegniamo. Di fronte al moltiplicarsi di format e di nuovi canoni, e in questa continua rincorsa del trend del momento, Umberto Eco ci ricorda anche la responsabilità degli editori (e dei creators di oggi e di domani): recuperare il coraggio di osare di liberarsi dalla sudditanza dell'audience; seguire le tendenze del paese può certo far bene alla creatività e all'innovazione, ma non dimentichiamoci che i gusti vanno anche indirizzati, se si vuole mirare sempre più in alto.

Maestri

"Uno studioso passati i 50 anni deve occuparsi solo di poeti elisabettiani, perché sa come trattarli, delle cose contemporanee, se è stato un bravo professore, se ne occupano i suoi studenti, che sono più freschi e attenti a quello che sta accadendo". Questo era il motto di Umberto Eco. Maestri non sono solo grandi uomini e donne che abbiamo incontrato nelle nostre vite, ma anche quelli che abbiamo incrociato nelle pagine dei libri, nel mito, nei racconti che ci sono stati tramandati, in un dialogo intergenerazionale sempre fecondo. Del resto tradizione viene da tradere, consegnare, e ogni sapere di cui disponiamo è sempre una consegna e riconsegna tra una persona e l'altra, una generazione e l'altra, in un dialogo che oltrepassa il tempo e lo spazio, e che vive dell'umanità. Nessuno di noi è intero in se stesso. Siamo tutti nani sulle spalle di giganti e vediamo più in là degli antichi non per l'acutezza del nostro sguardo, ma perché siamo sollevati in alto e ci gioviamo della loro grandezza.

Iniziative

Stat rosa pristine nomine

Parigi, omaggio a Umberto Eco

A un anno dalla sua scomparsa, Umberto Eco è stato ricordato giovedì 30 marzo, alle ore 18.30, all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, nella rassegna Italissimo, in un appuntamento intenso che ha coinvolto molti esponenti del panorama culturale italiano e francese, che con il grande intellettuale hanno lavorato e vissuto. Qui Danco Singer ha ripercorso alcuni dei momenti più d'avanguardia della sua collaborazione con il grande semiologo padrino del Festival della Comunicazione.

Copertina per Stat rosa pristine nomine

Contro la perdita della memoria

Lectio Magistralis di Umberto Eco - New York, ONU

Il pericolo più grande? La perdita della memoria. Nella realtà attuale, iperconnessa e sovraccarica di informazioni, in cui tutto è accessibile in qualunque momento, Umberto Eco al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite di New York, in un evento organizzato da Danco Singer preceduto da un incontro privato col Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon, parla di perdita della memoria collettiva e la necessità di filtri per preservare la nostra identità.

Quanti ritratti, caro Umberto

Tullio Pericoli racconta Umberto Eco in una mostra - Alessandria

Il Festival della Comunicazione rende omaggio al suo ispiratore con una mostra ideata dall’artista Tullio Pericoli: “Quanti ritratti, caro Umberto”, realizzata grazie anche al contributo di Costa Crociere e Lottomatica. In mostra, quasi un centinaio di ritratti, da quelli ufficiali, apparsi sulle copertine e sui giornali, a quelli fatti per gioco e per scherzo, nei momenti privati di un lungo rapporto di stima e affetto.

L’Alter Eco

Umberto, lo storico delle idee

Puntata di Italiani condotta da Paolo Mieli
a cura di Giovanni Paolo Fontana – Rai Storia
durata: 2.04 min

Copertina per L’Alter Eco

Danco Singer in ricordo di Umberto Eco

Uno dei pochi intellettuali italiani ad avere una dimensione realmente globale. un uomo capace di cogliere lo spirito del tempo.

Danco Singer ricorda a Rai News 24 la grandezza di Umberto Eco.

Copertina per Danco Singer in ricordo di Umberto Eco